In questi giorni facevo alcune considerazioni sul fatto, estremamente positivo, che alcune persone, impattando una realtà ambientale autentica e sana, in armonia con i principi naturali di un’esistenza ordinata; risentono, sulla propria salute psico-fisica, di un effetto benefico indotto da un processo di eucenestesi: ossia la capacità di un individuo di sentirsi bene.

E questo, non perchè l’idea di essere in un posto che piace, sia una panacea, cioè qualcosa che se è buono per tutto non è buono per nulla. Ci sono dei presupposti materico-ambientali delagati allo scambio di informazioni tra l’organismo del soggetto e l’habitat più prossimo, inteso come un ecosistema organizzato da leggi fisico-chimiche, che sviluppano un’energia precisa, onnipresente, che può trasferirsi dall’ambiente circostante ad ogni singola persona. Esiste il fatto indiscusso che ci vede configurati in un corpo fatto di materia, ma siamo anche dei precipitati energetici, dei ricevitori magnetici con capacità autonoma di trasferire informazioni ad altri, nelle infinite interazioni possibili.

Mi è capitato di leggere una ricerca pubblicata dalla dott. Giovannini, ( che saluto e ringrazio per gli approfondimenti, ) nella quale si mettono in evidenza le scoperte fatte dalle neuroscienze, in riferimento ai neuroni specchio di cui sono dotati uomini e animali.

Nello specifico queste cellule del sistema nervoso, si attivano attraverso le sinapsi indipendentemente dall’atto volontario, è come se un sistema autonomo di “ricetresmittenza” fosse sempre attivo tra noi e il mondo circostante.

Questo aspetto importantissimo della comunicazione interspecifica tra le diverse esistenze, in rapporto all’ambiente, avvalora l’ipotesi che possa esistere un modo di comunicare che non passa attraverso i soliti canali dell’intelleto o della razionalità, per gli uomini, ma va a contattare direttamente il loro organico, senza esservi alcuna mediazione da parte della coscienza o delle funzioni cognitive.

Quali poterbbero essere, le possibili applicazioni, nelle scienze moderne, di un simile metodo di indagine per verificare le intereferenze, ad esempio somatiche, su un soggetto che presenta problematiche di qualsiasi genere o il suo opposto che manifesta una salute di ferro.

Dunque, l’nformazione che sta agendo dentro di me, che la mia riflessione non riesce a cogliere, da dove arriva? Sarà mia o di qualche altro? E poi che effetto ha sulla mia sensorialità?

Lavorando con i cavalli “veri”, da distinguere dai soggetti antropomorfizzati dall’uomo, che non sono nemmeno più buoni per se stessi, ho capito, e questo sin da quando ero poco più di un ragazzo, che tutto quello che passava per la mia testa: paure, fobie, ansie, incertezze; l’animale non le sentiva, e ancora oggi dopo tanta esperienza, quando devo domare un cavallo ed ho paura, lui mi aspetta, mi aiuta a vincere i molti dubbi che mi investono.

Invece mi è capitato di lasciare un bambino, apparentemente inerme e sicuro di se, all’interno di un tondino, con una cavalla molto sensibile e vedere nell’animale una reazione di terrore e panico. Situazioni che molto mi hanno fatto riflettere sull’incidenza inforamtica che le persone si portano dentro. Come siamo realmente? E sopratutto sappiamo scegliere ciò che più è confacente e prossimo al nostro benessere: relazioni, amori, amicizie, cibo…. Per concludere e significare questo pensiero, voglio ricordare le parole di un grande Maestro, che parlava verità ai suoi ragazzi, ci diceva “ quando credete o pensate che vi piace una ragazza: sapete… Di quelle che potrebbero essere il vostro tipo, con quell’odore che fa ricordo, memoria, quel portamento che tanto vi entusiasma, beh! Evitatela a priori, perchè è una scelta tematica complessuale… Io non l’ho mai ascoltato, ma devo ammettere che ha sempre avuto ragione lui… Un grande saluto amico mio, sei sempre con noi.

 

Dr. Michele Maglia, La Nevera Equitazione

Centro di formazione Etologica

 

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